“Il pallone, il pane quotidiano dei calciatori”

Intervista a Vincenzo Onorato, responsabile dell’area tecnica del Velletri Calcio, il quale allena con la metodologia della “tecnica acrobatica”

Dopo che la scorsa settimana abbiamo dato spazio a mister Ulderico Campagna, allenatore della prima squadra e dei Giovanissimi Regionali, questa settimana continuiamo la nostra carrellata dando voce al mister Vincenzo Onorato, responsabile dell’Area Tecnica del SPQV Velletri Calcio del presidente Andrea Tetti.

A mister Onorato, campano doc, innanzitutto chiediamo come mai si trova a lavorare qui a Velletri e in questa società?

Bisogna ritornare con la memoria allo scorso anno e devo premettere che dovevo partire per la Cina insieme ai miei amici e colleghi Cappioli e Rinaldis, poi causa covid-19 non siamo più partiti, ma ad agosto la società di calcio cinese ha raggiunto lei l’Italia con una squadra giovanile ospitata a Velletri dalla Veliterna Juventus Sport sempre del presidente Tetti. Con Rinaldis demmo una dimostrazione della nostra metodologia di allenamento durante questo stage veliterno con i giovani cinesi. Per farla breve fu Massimo Favale responsabile della Scuola calcio ed amico di Rinaldis a chiedermi quest’anno di iniziare una collaborazione fissa con la nuova società che si è costituita in estate ed il giovedì e il venerdì sono sempre presente sul campo.

Mister per farla conoscere meglio ai nostri lettori e soprattutto ai più giovani, ci racconti in breve la sua carriera di calciatore e poi di allenatore che sappiamo molto importante sia quando calcava il rettangolo di gioco sia quando ha iniziato dalla panchina.

Tralasciando l’iter delle giovanili, ho giocato 5 anni in C2 ad Ischia con due promozioni in due anni, poi sono stato acquistato dalla Reggina del presidente Lillo Foti con allenatore Nevio Scala in C1 e in B perdendo lo spareggio per salire in serie A con la Cremonese. Dopo i due bellissimi anni a Reggio ho attraversato lo Stretto giocando due anni a Messina prendendo il posto di Totò Schillaci andato alla Juve e facendo coppia con Igor Protti. Al termine dei due anni messinesi si parlò di un mio trasferimento al Napoli di Maradona, ma il presidente del Napoli Ferlaino e il presidente Foti – proprietario del cartellino – non trovarono l’accordo. Questo l’unico rammarico della mia carriera di calciatore e bomber. Ritornai in Campania, ma alla Juve Stabia dove giocai 3 anni tra serie C2 e C1, vincendo il campionato giocando insieme a Musella e Lunerti e perdendo lo spareggio per la serie B contro la Salernitana. Ho chiuso la mia carriera in serie D giocando 3 anni a Pozzuoli con la Puteolana e 2 anni con l’Internapoli.

Mister un curriculum di tutto rispetto per quanto riguarda la sua lunga carriera di calciatore, ora ci dica come ha iniziato quella di allenatore e dove?

Il mio primo e vero incarico lo avuto con la Mariano Keller dal 2005 al 2010 come allenatore e Direttore Tecnico. Una società che si occupava principalmente di formare giovani calciatori con cui vincemmo ben 4 titoli diventando anche vice campioni d’Italia. Ma la soddisfazione più grande e quella di aver “sfornato” una quindicina di ragazzi e averli mandati in serie C e serie B, tra cui un certo Mandragora, da gennaio al Torino di Cairo dopo essere acquistato anni fa dalla Juve e mandato a giocare in diverse società tra cui Crotone ed Udinese. Con la Primavera dell’Arzanese che militava in C2, ho disputato il Torneo di Viareggio ottenendo dei buoni risultati contro Empoli, Napoli, Fiorentina e Milan raggiungendo i quarti di finale, di sicuro una esperienza bella ed importante. Con il Mondragone in Promozione e con una squadra di tutti giovani calciatori abbiamo raggiunto lo spareggio per salire in Eccellenza contro il Baratta, una gara memorabile con 5mila spettatori, mentre con l’Ercolanese in Eccellenza abbiamo chiuso il campionato al 4° posto. Dopo l’Ercolanese mi sono voluto dedicare soprattutto ai giovani accettando l’incarico offertomi dal Real Gaetano Scirea, una Scuola Calcio con più di 400 iscritti con il ruolo di Direttore Tecnico. Stesso ruolo che ricopro nel Marano Calcio, un vero e proprio Centro Tecnico della Sampdoria, dove ho portato la mia metodologia di lavoro, la Tecnica Acrobatica.

Metodologia di lavoro che ha portato anche qui a Velletri. Ma non li pesa viaggiare tutte le settimane?

No, anzi. Quando il cardine principe nel tuo lavoro è la passione, i sacrifici non pesano e poi mi piace venire nella vostra cittadina, tranquilla e in mezzo al verde, non come la mia caotica Napoli e poi nel Velletri Calcio ho trovato un gruppo di persone magnifiche e competenti con cui è facile andare d’accordo, collaborare e lavorare, società che inoltre ha delle ottime strutture che farebbero invidia anche a molte società di serie A.

Mister, in modo semplice ci illustri il suo metodo di allenamento?

Con i ragazzi uso la metodologia della strada, sono contrario infatti all’uso improprio che i ragazzi fanno della tecnologia, sono contrario al divano, all’uso eccessivo della play station e del telefonino. I ragazzi devono “vivere” la strada. Per quanto riguarda l’aspetto ristretto degli allenamenti, il mio metodo è la Tecnica Acrobatica, metodo inventato e introdotto da Pasquale Bruno, un professore di Cosenza molto conosciuto ed apprezzato nel campo delle tecniche degli allenamenti per ragazzi. Come responsabile tecnico sia della Scuola Calcio (Settore di Base) sia del Settore Agonistico del Velletri Calcio attuo questa metodologia di lavoro dove durante l’allenamento non ci sono tempi morti, in quanto i ragazzi lavorano con la paretina, la forca, il muro alternando vari step per acquisire una perfetta coordinazione, ma soprattutto sia i bambini della Scuola calcio che i ragazzi del Settore Agonistico lavorano con il loro attrezzo preferito: il pallone che deve essere il loro “PANE QUOTIDIANO”.

Durante gli allenamenti, non guardo alla carta d’identità, dai giovanissimi agli under 18 tratto tutti allo stesso modo, da giocatori veri e ci sono regole che devono rispettare tutti, tecnici e giocatori.

Mister, la pandemia, anche quest’anno ha fatto sì che non si giocasse, ma gli allenamenti rispettando il  protocollo sanitario si continua a farli. Ci può fare il punto della situazione attuale?

Se da una parte dispiace non giocare, perché poi alla fine il frutto del lavoro si vede durante le partite, dall’altra il fare solo allenamenti mirati ha portato a notevoli progressi ed a una voglia di apprendere non comune dato che i campionati sono bloccati. Al campo tutti aspettano il mio arrivo perché sanno che con la mia metodologia si divertono, l’allenamento non è mai banale.

Per concludere mister, progetti futuri?

Se mi permette direttore, prima vorrei ringraziare ed elogiare tutti i tecnici del Settore di Base che anche nei giorni in cui non sono presente seguono molto volentieri il mio metodo di allenamento facendo usare ai bambini tutti gli attrezzi a loro disposizione. Per quanto riguarda i progetti futuri – pandemia permettendo e ce lo auguriamo tutti dal profondo del cuore – dal prossimo settembre dovrei essere presente in pianta stabile a Velletri per realizzare un progetto futuristico importante di cui ne saprete di più in un prossimo futuro. Un progetto che oltre a me vede soprattutto impegnati in trincea il consigliere del presidente, Vincenzo Proietti e Massimo Favale cui va anche il mio grazie per essere qui a lavorare in questa splendida società.

Car Bor