Intervista al tecnico Ulderico Campagna, mister della Prima Categoria e preparatore dei portieri dell’agonistica

Abbiamo intervistato Ulderico Campagna, mister della Prima Categoria e preparatore dei portieri del settore agonistico. 

Partiamo dalla sua carriera: come e dove ha iniziato a giocare e, successivamente, come ha cominciato ad allenare? 

Inizio la mia carriera calcistica a circa quattordici anni con il Macir Cisterna. Con gli anni e per esigenze lavorative mi sono spostato, giocando in diverse squadre ciociare, abruzzesi e campane tra le quali Vasto, Isola Liri, Val di Sangro, Gragnano, Castellammare, Agropoli e Gladiator. Ho giocato fino all’età di trentaquattro anni quando, a causa di un infortunio, ho rotto un crociato e un menisco. Gli ultimi anni li ho trascorsi al Latina e al Pro Cisterna. Dopo l’infortunio ho continuato un anno, ma poi mi sono fermato e mi sono dedicato ai ragazzi. Riguardo alla mia carriera calcistica ho giocato principalmente in eccellenza, vincendo otto campionati e una Coppa Italia (con il Pro Cisterna); ho fatto per circa dieci anni gli interregionali e, infine, col Castel di Sangro la C1. 

Da allenatore, invece, ho lavorato il primo anno a Cisterna con l’élite, gli allievi, i giovanissimi e la juniores. A Latina ho allenato la primavera, mentre la squadra era in serie B. 

Quest’anno è arrivato al Velletri Calcio a ridosso della chiusura che ha visto lo stop dei campionati e non ha ancora potuto testare le sue squadre in campo durante una gara vera e propria. Com’è allenarsi senza poter vedere in partita i risultati degli allenamenti svolti e come procede la carriera di allenatore in questa società? 

Sono arrivato al Velletri Calcio per amicizia del presidente. Inizialmente mi era stata chiesta una mano per gli allenamenti dei portieri, quindi per passione ho acconsentito. Poi l’allenatore della prima squadra è stato sollevato e mi è stato proposto di prendere il suo posto. A poca distanza di tempo è successo lo stesso con l’allenatore dell’Under14. Ho acconsentito e ora mi occupo di entrambe le squadre, solo che a distanza di quindici giorni dal mio subentro hanno bloccato tutto e ancora non riusciamo a giocare una partita ufficiale. 

Com’è allenare persone di quattordici anni e passare nello stesso pomeriggio ad allenare gli adulti della prima categoria? Sente lo stacco tra un allenamento e l’altro? 

Con i più piccoli c’è bisogno di più attenzione non solo alla tecnica, ma anche per quanto riguarda il coinvolgimento durante l’allenamento. A quell’età i ragazzi tendono a distrarsi facilmente, quindi bisogna cercare di far tenere loro il focus sugli esercizi, facendo in modo che ci sia impegno sia nella comprensione che nell’esecuzione degli stessi. A fine anno, però, c’è una grande soddisfazione se il lavoro è stato fatto bene e i risultati sono evidenti.  

Per quanto riguarda i grandi, questo è il primo anno che ho una Prima Categoria. Ci sono ragazzi che vengono ad allenarsi dopo una giornata di lavoro, per cui è difficile seguire un allenamento con ritmi intensi. Io in campo sono molto esigente e pignolo e capisco che per alcuni non dev’essere facile. Però la prima categoria ha più esperienza, ha già le basi, quindi è più semplice proporre esercizi più tattici. 

Parliamo del progetto che sta portando avanti insieme al tecnico Graziano Muscedere, mi riferisco alla scuola dei portieri. 

Sì, io e Graziano ci conosciamo da tempo, giocavamo a calciotto insieme. Quando sono arrivato al Velletri Calcio, l’ho coinvolto e gli ho chiesto se avesse avuto piacere di accompagnarmi nel progetto di una scuola di portieri. Lui ha acconsentito e ora mi affianca con l’agonistica e nel progetto. Per ora stiamo cercando di organizzare il tutto, sperando che la pandemia ci permetta di poter lavorare. 

Cosa si augura per l’anno prossimo, dato che oramai ci troviamo quasi a fine stagione? 

Mi auguro, innanzi tutto, che la situazione migliori e di poter tornare a vivere serenamente la vita di tutti i giorni, senza paure e senza restrizioni. Per quanto riguarda il Velletri Calcio, invece, mi auguro che si possa ricominciare il prima possibile a giocare perché credo che ci siano nella società progetti e idee validissimi, metodologie buone e molta voglia di crescere e migliorare. 

Giorgia Gentili